Botticelli

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Sono di ritorno  dagli Uffizi di Firenze, visti per la prima volta. Botticelli è stato il pittore che alle medie ho scelto, come “padre putativo” all’interno del corso di Arte. Il corso era strutturato in modo che ogni alunno scegliesse liberamente un grande artista da cui copiare alcune opere (idea meravigliosa). Non avevo mai visto un quadro dal vivo di Botticelli, né allora, né fino a pochi giorni fa. Ero partito poco convinto, sicuro di rimanere deluso, mi aspettavo le sue opere sempliciotte sotto molti punti di vista, mentre nutrivo speranze certe per Caravaggio. Come al solito la realtà ti fa capire, che non puoi capire nulla senza la pratica. Voglio essere tumulato nella stanza del Botticelli, bruciatemi lì, mettemi in un angolino e io saro’ felice…dipinge con una mano talmente fine e delicata, che in ogni punto che si guardi, non si vedono le pennellate, è tutto un dolce e morbido insieme che crea il movimento dei muscoli, degli zigomi, delle mani, della carne. Avrei voluto staccare i quadri e metterli a due micron dagli occhi per capire. Mi è venuto un nervoso…è come avere un barattolo di nutella aperto davanti e poterlo solo odorare. Se i quadri non li puoi mangiare con gli occhi a pochi millimetri, hai solo una vaga idea di cosa hai davanti. Ma ci si deve accontentare; Caravaggio invece mi ha trasmesso meno carica, forse perchè i suoi sono gli ultimi quadri che ho visto, a fine giornata, ed ero io ad essere stanco, ma mancavano di quel “qualcosa” (questo parere non riguarda Caravaggio nel suo complesso). Botticelli usa la grazia per essere aggressivo, ti fa diventare affamato con dolcezza. Solo adesso ho capito perché Leonardo temeva Botticelli, quando nella stessa bottega insieme ad altri grandi pittori, vivevano gomito a gomito. Sono uscito da quella sala come se avessi bevuto una moca di caffè intera. Più in generale, gli Uffizi sono pieni di opere veramente notevoli, a prescindere dall’autore. Tutte ottime, unica pecca l’illuminazione, c’erano sempre macchie di faretti a impallare le opere. Come diceva un “saggio” (ummm) di tutte le cose inutili l’arte è la più necessaria; è così strana, io non capisco perché c’è, ma c’è, che figata!

 

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